SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani (SALVIt)
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La Ruota della Fortuna (De casibus virorum illustrium, Paris 1467)

SALVIt (Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani, PRIN 2007) è un portale dedicato allo studio dei volgarizzamenti e delle traduzioni prodotti in Italia, dalla Toscana fino alla Sicilia, tra il XIII e il XVI secolo: rappresenta una banca dati di schede filologicamente impostate riguardanti la tradizione testuale dei testimoni manoscritti e a stampa, le edizioni e gli studi. Vengono acquisiti, perfezionati e integrati i risultati ottenuti nel PRIN 2005 CASVI, sviluppato nel biennio 2006-2008 e ora concluso, di cui SALVIt rappresenta una continuazione e un’evoluzione; gran parte dei ricercatori e delle unità di ricerca impegnati nel precedente progetto continuano a lavorare in quello attuale.

 
Con la varietà e la quantità della documentazione raccolta, la banca dati vale di per sé a testimoniare l’importanza fondamentale assunta nella cultura del Medio Evo italoromanzo dai volgarizzamenti, fonti linguistiche e lessicali essenziali, soprattutto per quelle aree dell’Italoromania in cui la documentazione dei volgari locali è più debole o più tarda. Il rapporto tra il processo di espansione del volgare e le traduzioni dal latino e da altre lingue romanze è di fatto molto stretto ed ha rilevanza estrema in ambito lessicale: le traduzioni medievali, vere e proprie miniere per la terminologia tecnico-scientifica e specialistica, hanno consentito la trasmissione delle conoscenze dal mondo antico al Medio Evo e all’epoca moderna. Il loro interesse culturale travalica in qualche caso il puro dato linguistico: per citare un episodio molto noto (ma non unico) il volgarizzamento della Naturalis historia di Plinio eseguito dall’umanista Cristoforo Landino nella seconda metà del Quattrocento, donato a Ferrante d’Aragona e usato da Lorenzo il Magnifico come vero e proprio strumento di politica estera e di affermazione del fiorentino (e quindi di Firenze), costituisce argomento di una dura battaglia filologica e linguistica alla corte del Regno di Napoli, dove gli oppositori dell’espansione medicea alla corte aragonese producono, a loro volta, altri volgarizzamenti in una veste linguistica alternativa.
 
Negli ultimi decenni la riflessione sulle modalità della traduzione nel mondo medievale si è raffinata nei metodi e nel contempo si è allargato il campo d’indagine: l’area dell’Italia insulare e continentale a sud di Roma, esplorata con sistematicità, si rivela dotata di una produzione di entità e varietà non disprezzabili, pur se di ricchezza senz’altro inferiore rispetto alla Toscana e al Veneto, zone più dinamiche e produttive e quindi maggiormente esplorate. La recente attività di studio e editoriale per un verso ha contribuito ad accrescere in misura considerevole la base documentaria a disposizione e per altro verso ha consentito un obiettivo innalzamento del livello “qualitativo” delle conoscenze sulla storia della lingua nel Meridione.
 
Sotto il profilo informatico la banca dati si avvale, grazie alla disponibilità di Claudio Ciociola, del programma elaborato per TLIoN, rispetto al quale il programma derivato SALVIt osserva una continuità anche grafica. Secondo il medesimo modello è stato impostato il precedente CASVI e sono impostati i contigui ENAV e ARTESIA. Si ottiene in tal modo un insieme informatico e testuale che, avvalendosi omogeneamente del modello predisposto per il programma iniziale, garantisce in modo agevole i passaggi dall’uno all’altro sistema.

 

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